Sussurro indistinto – ”Before Sunrise” di Richard Linklater

Amore.

In lungo e in largo si è parlato di amore, eppure il cinema non ha ancora trovato una definizione adeguata per tale condanna o benedizione. Trent’anni, trenta giorni e trenta decenni, ancora oggi non lo si riesce a capire, ed è per questo motivo che il nostro cuore ancora batte per l’intramontabile testimonianza di Richard Linklater, per la sua storia, triste o romantica che sia, a cui ognuno di noi, almeno una volta della vita, ha avuto il piacere di appartenere.

Before Sunrise. Prima dell’Alba. Prima che il Sole sorga. Prima che la nostra mente possa anche solo vagamente concepire la notte, questa dimensione misteriosa e magica in cui il mondo si ferma, così come la città di Vienna, nel mondo di Linklater, si immobilizza attorno ai due protagonisti della sua storia, incorniciandoli e cullandoli in un casuale incontro.

Celine è una ventitreenne francese, Jesse un venticinquenne statunitense. Poche file di un vagone di un treno diretto a Vienna li separa, eppure il magnetismo dei loro sguardi ha la meglio sulla loro distanza fisica, culturale. Due mondi opposto e un’occasione da prendere al volo. I due scendono dal treno, contro ogni loro piano, e passano l’intera notta passeggiando per le strade della città. I due parlano, flirtano, discutono, rimangono in silenzio. Un valzer leggiadro e silenzioso che unisce i due attori in una cornucopia di sentimenti.

A guardarlo bene, Before Sunrise può apparire vuoto, privo di ogni appiglio narrativo. Eppure, la bellezza di quest’opera risiede nella sua vacuità e allo stesso tempo completezza. Linklater, nel 1995, ha presentato al cinema un nuovo modo di percepire un film, raccontando la realtà di una storia e la verità di un’emozione, andando contro ogni canone visuale del pregresso cinema hollywoodiano.

Da Harry Ti Presento Sally a Insonnia d’Amore, gli esempi antecedenti a Before Sunrise lasciavano presagire un testo narrativo di genere: commedie sentimentali, delle volte ironiche, delle altre pungenti, ma mai contemplative. Nel caso del film del compianto Rob Reiner, il tema fondamentale era l’amore, l’amicizia e il trovare la persona giusta, nel caso di Nora Efron, invece, la distanza tra due amanti e il ritorno all’amore. Entrambi i temi vengono sviluppati, a modo loro, da Linklater. Celine e Jesse appaiono subito affiatati, attratti reciprocamente l’uno dall’altra, ed estremamente in sintonia nel conversare, eppure, più volte la barriera dello spazio fisico e la mancanza di coraggio nel cambiare vita li ferma dal suggellare il loro amore.

Una scena tratta dal film Queer (2024)

L’esperienza del regista entra in gioco per narrare questa storia, prendendo spunto da una notte di qualche anno prima passata a Philadelphia con una ragazza da poco conosciuta. Dunque, partendo da qui, Before Sunrise non rimane semplicemente un racconto romantico, ma anche profondamente vero e crudele. Richard Linklater non ha mai più rivisto quella ragazza di Philadelphia e lei non ha mai potuto vedere l’opera a lei dedicata.

L’amarezza della vita. La realtà che ci cade in testa come un macigno, come il rimorso del ricordo di una sera in cui semplicemente non abbiamo avuto il coraggio…quel maledetto coraggio, di baciarla, o anche e solo di stringerle la mano.

Non so se al cinema vedremo mai più la sintonia che esisteva tra Julie Delpy ed Ethan Hawke. Possiamo, però, affermare che questo racconto ha ispirato decine e decine di cineasti a raccontarsi e a raccontare di quell’amore sfiorato che aleggia sul mondo come un velo trasparente e che avvolge le nostri menti e i nostri cuori. Da Lost In Translation o il recentissimo Past Lives, sono molti gli esempi. Questo è un cinema rivoluzionario, rivoluzionario senza quasi far nulla, semplicemente sussurrando all’orecchio un qualcosa.

Una scena tratta dal film Lost In Translation (2003)

di Gabriele Agostinoni